L'esplosione di benessere e di ricchezza, che si riscontra a Poseidonia in coincidenza con quest'ultimo avvenimento, fa sospettare che buona parte dei Sibariti, fuggiti dalla città distrutta, dovettero trovare rifugio nella loro sub-colonia, portandovi le proprie ricchezze. Caratteristica delle acque del Salso, ricordata da Strabone, era quella di pietrificare in breve tempo qualsiasi cosa, essendo ricchissime di calcare. (Fondi per l'Investimento e l'Occupazione) e ai successivi fondi resi disponibili dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali sui proventi del gioco del Lotto, a quelli stanziati dal Piano Pluriennale per l’Archeologia (2000-2002) e, infine, alle risorse comunitarie del Programma Operativo Regionale (P.O.R. La cinta muraria è ancora perfettamente conservata e così anche le quattro porte della città: le attrazioni principali sono rappresentate dal Foro e daii Templi; il grado di conservazione di questi maestosi monumenti è davvero apprezzabile soprattutto per quanto riguarda i templi dorici dedicati a Hera e Athena. La necropoli fu scoperta casualmente nel corso dello sbarco a Salerno dell'US Army, durante i lavori per la realizzazione di una pista di atterraggio. Fu solamente agli inizi del Novecento che, riconoscendo nel banco una formazione recente, furono intrapresi i primi scavi: tra il 1907 e 1914 indagini archeologiche, guidate dallo Spinazzola, interessarono l'area della "Basilica" spingendosi in direzione del Foro; tra il 1925 ed il 1938 si completarono gli scavi del Foro - con l'individuazione del cosiddetto "Tempio della Pace", del comitium, della via di Porta Marina, e dell'anfiteatro - e si intensificarono le ricerche intorno al Tempio di Cerere; venne dunque completato lo scavo delle mura, in parte restaurate con criteri discutibili, e vennero individuate le cosiddette Porta Marina e Porta Giustizia. I Sibariti giunsero nella piana del Sele tramite vie interne che la collegavano al Mare Ionio. Paistom ritornò così sotto il dominio lucano. Tagliata fuori dalle direttrici commerciali, insabbiatosi il suo porto, la vita dell'antica polis dovette ridursi a pura sussistenza. Secondo un'altra fonte letteraria (Solino, II, 10) la fondazione di Poseidonia sarebbe da attribuire a genti doriche. Una necropoli, scoperta nel 1969 subito al di fuori delle mura della città, contenente esclusivamente vasi greci di fattura corinzia, attesta che la polis doveva essere in vita già intorno all'anno 625 a.C. Dal 560 a.C. al 440 a.C. si assiste al periodo di massimo splendore e ricchezza di Poseidonia. Anche l'edilizia privata rispecchia il benessere di cui Paestum dovette godere in tale periodo, benché fossero state realizzate due importanti arterie di comunicazione interne, la via Appia e la Via Popilia, che di fatto tagliavano la città fuori dalle grandi rotte commerciali: la prima collegando Roma direttamente all'Adriatico e di qui all'Oriente, la seconda attraversando la Magna Grecia lungo un percorso lontano dalla costa. Qui si scontrò con i Lucani, sconfiggendoli e costringendoli a cedergli degli ostaggi. Riscoperta solamente nel 2020, ma nota da prima dell'Ottocento è l'esistenza di una galleria lunga 50 metri che collegava la Basilica al Tempio di Nettuno e che conteneva quattro pozzi di raccolta delle acque piovane di scolo convogliate dai tetti della vicina , i due più grandi edifici di Paestum. L'impaludamento della città fece sì che essa si contraesse progressivamente, ritirandosi man mano verso il punto più alto, intorno al Tempio di Cerere, dove è attestato l'ultimo nucleo abitativo. Il santuario, dedicato alla Fortuna Virilis, era destinato ai riti di fertilità che si tenevano durante le feste in onore di Venere (Venerea). Con precisione nel Comune di Capaccio. Basilica, disposto parallelamente a questa. Larga 9 metri, si presenta lastricata da grossi blocchi di calcare - alcuni recanti il solco lasciato dal passaggio delle ruote dei carri - e munita di marciapiedi sopraelevati; il lastricato romano ricalca il precedente tracciato di età greca. I templi di Nettuno e di Hera si trovano uno accanto all'altro nella parte meridionale del sito, mentre il più piccolo, il tempio di Cerere è all'estremità settentrionale. Neanche il carattere greco della città scomparve del tutto, come attestano, oltre la produzione dei vasi dipinti, anche la costruzione del bouleuterion e la monetazione, che preservò le sue prerogative elleniche. L'attribuzione cultuale del cosiddetto "Tempio di Nettuno", il più grande tra i templi di Paestum, è, allo stato attuale degli studi, ancora problematica: le ipotesi più accreditate lo vogliono dedicato ad Hera, oppure a Zeus oppure ad Apollo. Paestum, nota anche come Pesto[1], è un'antica città della Magna Grecia chiamata dai fondatori Poseidonia in onore di Poseidone, ma devotissima ad Atena ed Era. È un processo che è possibile riscontrare in altre località (ad esempio nella non distante Neapolis), dove vi fu una lenta, graduale, ma costante infiltrazione dell'elemento italico, dapprima richiamato dagli stessi Greci per i lavori più umili e servili, per poi divenir parte della compagine sociale mediante il commercio e la partecipazione alla vita cittadina, fino a prevalere e a sostituirsi nel potere politico della città. Paestum e i sui templi Paestum e il suo glorioso passato. Si tratta del Salso, identificato con Capodifiume, corso d'acqua che tuttora fluisce a ridosso delle mura meridionali, dove, in corrispondenza di Porta Giustizia, è scavalcato da un ponticello databile al IV secolo a.C. Probabilmente dovette iniziare ad impaludarsi l'area circostante la parte sud-occidentale dell'insediamento, in quanto il fiume non riusciva più a defluire normalmente a causa del progressivo insabbiamento della foce e del lido che doveva trovarsi non distante da Porta Marina. Nel 2016 ha fatto registrare circa 382.000 visitatori[2]. Tale ricchezza doveva derivare in larga misura dalla fertilità della piana del Sele, ma anche dalla produzione stessa di oggetti di grande qualità, parte cospicua di quei commerci instauratisi durante il periodo precedente. In epoca rinascimentale diversi scrittori e poeti citarono Paestum, pur ignorandone l'esatta ubicazione, ponendola ad Agropoli o addirittura a Policastro: si trattava soprattutto di citazioni di Virgilio, Ovidio e Properzio, sulla bellezza ed il profumo delle rose pestane che fiorivano due volte in un anno. Ad oriente della Basilica, nell'area prospiciente l'ingresso, sono stati rinvenuti manufatti databili dall'età paleolitica fino all'età del bronzo; a sud di essa, verso Porta Giustizia, sono stati scoperti i resti di capanne, a testimonianza dell'esistenza di un abitato preistorico. Con la crisi della religione pagana, poco lontano dal Tempio di Cerere sorse una basilica cristiana (chiesa dell'Annunziata), mentre pochi anni dopo lo stesso tempio venne trasformato in chiesa. È costituita da una muratura a doppia cortina di grandi blocchi squadrati, riempita al centro con terra ed intervallata da 28 torri a pianta quadrata e circolare, quasi tutte ridotte a ruderi. In quest'area sorgeva un grande insediamento etrusco. Nel 273 a.C. Roma sottrasse Paistom alla confederazione lucana, vi insediò una colonia di diritto latino e cambiò il nome della città in Paestum. Lasciando da parte la preistoria, in o… Sebbene letterati e poeti greci riportino il rimpianto dei Poseidoniati per la perduta libertà e per la decadenza della città, l'archeologia testimonia che il periodo di splendore proseguì ben oltre la "conquista" lucana, con la produzione di vasi dipinti (talora firmati da artisti di prim'ordine quali Assteas, Python e il Pittore di Afrodite), con sepolture copiosamente affrescate e preziosi corredi tombali. I rapporti tra Paestum e Roma furono sempre molto stretti: i pestani erano socii navales dei Romani, alleati che in caso di bisogno dovevano fornire navi e marinai. Ieri sono andato a Paestum (SA), dove si trova un’antica città della magna Grecia. In una data collocabile tra il 420 a.C. e 410 a.C., i Lucani presero il sopravvento nella città, mutandone il nome in Paistom. 0828/624050 – 0828/1990752 Fax 0828/624025. La fonte letteraria principale sulla fondazione di Poseidonia è costituita da un passo di Strabone[4], che la mette in relazione con la polis di Sibari. Esiste la possibilità di sistemazione in camere 2/3/4 posti letto, lato parco e/o piscine, munite di Tv, frigobar e ventilatore a pale. Coordinate: 40°25′12″N 15°00′20″E / 40.42°N 15.005556°E40.42; 15.005556. Le donne sposate che partecipavano al rito si immergevano nella piscina nella speranza di poter avere un parto felice. Le imbarcazioni che Paestum e la non lontana Velia fornirono ai Romani dovettero probabilmente avere un peso rilevante durante la Prima Guerra Punica. Paestum è una località di vasto interesse archeologico situata in Campania esattamente in provincia di Salerno è costituisce una frazione del comune di Capaccio Paestum, a circa 30 chilometri a sud di Salerno. Paestum, boom di visitatori, nel 2016 382.000, Il greto di un torrente è stato riconosciuto in profondità in alcuni saggi di scavo. Sotto il dominio romano vennero realizzate importanti opere pubbliche, che mutano il volto dell'antica polis greca: il Foro andò a sostituire l'enorme spazio dell'agorà e ridusse l'area del santuario meridionale; il cosiddetto "Tempio della Pace", probabilmente il Capitolium; il santuario della Fortuna Virile; l'anfiteatro. Un'altra sala rettangolare rappresenta i resti delle Terme, parzialmente scavate e ricostruite; una piccola costruzione con tre podi sul muro di fondo invece era probabilmente il lararium cittadino. L'area del Foro, di forma rettangolare, venne sistemata dopo l'insediamento della colonia latina, ridimensionando il precedente spazio pubblico di età greca, l'agorà, e togliendo verso sud una fascia di territorio all'area (temenos) del santuario meridionale. Scavi di Paestum. Il geografo Strabone riporta che Paestum era resa insalubre da un fiume che scorreva poco distante e che si spandeva fino a creare una palude. Aveva molto probabilmente funzioni emporiche. Miracolosamente giunti in ottime condizioni, tanto da essere considerati esempi unici dell'architettura magno-greca, sono i tre templi di ordine dorico edificati nelle due aree santuariali urbane di Paestum, dedicate rispettivamente ad Era e ad Atena. Con l'abbandono di Paestum, dell'antica città rimase solo un vago ricordo. Ancora ad est si trova una piccola costruzione greca, rettangolare, in muratura, probabilmente l'erario, sede del tesoro della città. Al santuario è associata una grande piscina (47 m x 21 m), elemento centrale delle venerea. Il 9 settembre 1943 Paestum fu interessata, insieme alla località Laura, dalle attività marine delle forze alleate, a seguito dello sbarco a Salerno. Dopo la II Guerra Mondiale gli scavi sistematici della città ebbero forte impulso: negli anni Cinquanta si approfondirono le indagini delle aree intorno ai templi, portando al recupero delle stipi votive della "Basilica" e del "Tempio di Nettuno"; il "Tempio di Cerere" venne liberato dalle superfetazioni più tarde; nel luglio del 1954 si scoprì il sacello sotterraneo. Corrispondente all'attuale Marcellina, poco dopo, Non sub-colonie, ma fortemente influenzate da Sibari furono invece, Va ricordato che la costa tirrena era frequentata sin dall'epoca micenea costituendo tappa fondamentale nella rotta marina verso l'. Durante la Seconda Guerra Punica Paestum rimase fedele alleata di Roma: dopo la battaglia di Canne, addirittura offrì a Roma tutte le patere d'oro conservate nei suoi templi. Abitata sin dal neolitico, come provano alcuni reperti rinvenuti durante la costruzione di un aeroporto militare nel corso dello sbarco a americano a Salerno nel 1943, l’area di Paestum è una delle aree archeologiche più importanti al mondo e una delle maggiori testimonianze dell’arte e dell’architettura greco-romana, con alcuni dei templi greci meglio conservati, e prova della magnificenza che avevano raggiunto le colonie della Magna G… Intorno alla metà del XVII secolo, Carlo di Borbone fece costruire l'attuale SS18, che attraversando la città in senso N-S, tranciò l'anfiteatro in due parti, sancendo però la definitiva riscoperta della città antica. Contro questa testimonianza, però, viene addotto il ritrovamento, all'interno delle mure della città, di numerosi frammenti ceramici ed altri oggetti con iscrizioni in alfabeto acheo. Il litorale consta di una spiaggia sabbiosa lunga ben 12 chilometri ed è costeggiata da una pineta che affaccia sul Mar Tirreno. Nell'area del Tempio di Cerere, e tra questo e Porta Aurea, sono emerse attestazioni archeologiche che documentano uno stanziamento di età neolitica: poiché sia la Basilica che il Tempio di Cerere si trovano su due lievi alture - probabilmente in epoca preistorica più accentuate - si può immaginare che fossero occupate da due villaggi, separati da un piccolo torrente che scorreva dove oggi si trova il Foro[3]. Con conseguente predominio di Sibari in tutta la regione della Siritide, per cui dovettero intensificarsi i traffici interni tra Poseidonia e questa regione. Iniziato intorno al 560 a.C. il tempio di Hera, comunemente detto Basilica, è il più antico dei tre grandi edifici. È il più piccolo tra gli edifici templari, con colonne doriche nel peristilio e ioniche nella cella. Dove si trova Paestum e come arrivare calcolando il percorso dalla località di partenza. Tempio periptero (9 x 18 colonne), fu edificato a partire dal 550 a.C. circa e deve all'arcaicità delle sue forme il fraintendimento della propria funzione: una delle peculiarità strutturali più evidenti è nel fronte enneastilo (di 9 colonne), con la colonna mediana in asse con l'unico colonnato interno, mentre in età più recente il numero di colonne frontali sarà sempre pari. Dove si trova Paestum. È localizzata nella regione Campania in provincia di Salerno, come frazione del comune di Capaccio, a circa 30 km a meridione di Salerno (97 km a sud di Napoli); è situata nella Piana del Sele, vicino al litorale, nel golfo di Salerno, a nord del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni; la località, nelle vicinanze della quale si annoverano Capaccio Scalo e Lido di Paestum, è servita da un'omonima stazione ferroviaria.